Un Ciclista come tanti

allenati bene

UN CICLISTA COME TANTI
Questa è la storia di una passione, della mia passione per la bicicletta, una storia fatta di
incontri importanti e di scoperte, di sacrificio e di soddisfazione, di domande e di risposte, il racconto di un cammino di cui non conosco l’arrivo, ma che so di voler fare fino in fondo.

IL PRIMO INCONTRO

Il primo incontro è stato con il mondo del ciclismo ed è avvenuto per puro caso quattro anni
fa. Un amico che frequento per lavoro e che va in mountain bike, allora, mi proponeva
insistentemente di andare con lui a fare un giro per i boschi giacché, ogni volta che ci
vedevamo, mi raccontava della domenica passata in bici delle prodezze fatte, dei bei percorsi e
dei bei panorami e soprattutto del divertimento provato. Ero scettico al tempo, pensavo che
andare in bicicletta fosse cosa da poco, il ciclismo non mi interessava e quindi rispondevo alle
sue richieste in modo evasivo e rimandavo nel tempo.
Un giorno, preso per sfinimento, decisi di accontentare questo amico e gli dissi che la
domenica successiva sarei andato con lui in mountain bike. Così, il fine settimana seguente mi
ritrovai per la strada sterrata che porta a javello in sella ad una vecchia bici che mi aveva
prestato a sputare sangue e maledire la mia decisione per la fatica che stavo provando.
Se mi fossi fermato alla sensazione di stanchezza e di sofferenza, probabilmente oggi non sarei
qui a scrivere queste brevi righe e invece, come dimostrano queste paginette, per qualche
recondito motivo che ancora non conosco, andai oltre l’impegno fisico.
Intuivo che al di la di quella prima volta c’era un mondo che mi stava aspettando; le uscite
diventarono due,tre, poi acquistai una mountain bike della Decathlon e la mia avventura
cominciò.

IL SECONDO INCONTRO

Superato il “trauma” della prima volta, esplose una passione inaspettata per il ciclismo, iniziai
a provare una strana sensazione, volevo sapere tutto di quello sport, volevo imparare tutto e,
al di la delle goliardiche divisioni che vengono messe fra le varie discipline (i ciclisti su strada
snobbano scherzosamente quelli di mtb e viceversa), volevo abbracciarlo in tutti i suoi aspetti.
Mi affacciai anche al cicloturismo, grazie ad un amico d’infanzia, anche lui appassionato, che
mi propose di fare un viaggio in bicicletta di alcuni giorni e da allora tutti gli anni ne facciamo
uno in Italia o all’estero, ma la mia voglia di sapere non si placava per cui decisi di iniziare
anche l’attività su strada.
Ero un neofita, non sapevo niente del mondo ciclistico, non sapevo nemmeno da dove iniziare
se non per il fatto che mi serviva una bicicletta apposita, non sapevo nemmeno a chi
rivolgermi.
Un giorno un collega mi parlò di una palestra per ciclisti dove ci si poteva allenare sui rulli;
ebbi una folgorazione, mi affrettai a trovare un mezzo di fortuna e mi presentai al Cycle City
dove ho conosciuto Alessandro, Massimo (i proprietari) che mi introdussero nel mondo
ciclistico, un gruppo di ragazzi fantastici con cui condividere esperienze e dai quali iniziai a
saperne di più su questo sport.
Questo fu il secondo incontro che mi permise di avere un primo approccio con il ciclismo e di
andare in bici con maggiore costanza, ma proprio in questo luogo feci il terzo fondamentale
incontro che avrebbe cambiato il mio modo di intendere il ciclismo.

IL TERZO INCONTRO

Il terzo fondamentale incontro fu con Costantino Bogani coach cycling che lavorava (e lavora)
presso la palestra. Mi rivolsi a lui, perché sentivo la necessità di avere una guida, di poter dare
una direzione ed un senso a quella mia voglia di migliorare ed imparare tutto rispetto al
mondo della bicicletta ed in effetti grazie a lui, ho trovato le risposte alle mie domande, ho
dato una direzione e senso ai miei allenamenti e forma al mio corpo, merito anche della
dott.ssa Agnello nutrizionista dello sport collaboratrice di Bogani, grazie alla quale ho perso
molto peso.

Quali risultati ho ottenuto in questo anno di allenamento fatto in modo serio e strutturato?
• Ho perso 15 chili grazie alla dieta.
• Ho acquistato forza e resistenza cosa che mi ha permesso di godermi maggiormente le
uscite; infatti sono arrivato a fare 100 km con una dose giusta di fatica, provando
maggiore piacere e divertimento.
• Mi sono ristrutturato fisicamente, il mio corpo ha un altro aspetto anche perché ho
perso grasso e guadagnato massa muscolare (cosa non facile a 40 anni).

E’ stato facile?

Assolutamente no, c’è voluto impegno: impegno durante gli allenamenti, ma anche nella vita
quotidiana dovendo incastrare questi ultimi con il lavoro e le altre cose da fare, ci è voluto
sacrificio nel seguire la dieta, rinunciando al gusto e resistendo alle tentazioni; non è stato
facile ma ero convinto di quello che facevo senza dubbi ne remore; volevo farlo.
La chiave di questi modesti successi è stata l’affidamento completo al coach; affidamento vuol
dire che non ho mai replicato a ciò che mi è stato chiesto di fare e non per mancanza di spirito
critico, ma perché penso che se ho scelto di rivolgermi ad un professionista, mi devo fidare di
lui altrimenti faccio da solo o i risultati non vengono.

CONSIDERAZIONI GENERALI
Spesso mi sento chiedere perché lo faccio? Me lo sono chiesto anche io, in fondo non sono un
professionista e non ambisco a diventarlo, mi hanno detto che è solo passione e non è un
lavoro e quindi perché soffrire a fare diete o essere troppo rigorosi.
Ci ho pensato molto, in fondo sono tutte giuste considerazioni, alla fine però mi sono reso
conto che trovo soddisfazione nel lavoro, nel concepire in questo modo il ciclismo, solo così
riesco a dare senso a quello che faccio.
Per me, non si tratta di vincere una gara o di arrivare prima di altri la domenica, riguarda un
modo del tutto personale di pensare questo sport e, se è vero che la cultura è il pensiero di un
popolo, potrei dire che questo è il mio modo di approcciarmi alla cultura sportiva, in modo
quasi epistemologico.

CONCLUSIONI
Per concludere, vorrei fare qualche accenno alle mi e future intenzioni, per quanto possano
interessare. Nella prossima stagione avrei intenzione di fare qualche gara, non per vincere, ma
per continuare a conoscermi, per continuare ad imparare, per migliorare e misurami e
soprattutto per esprimere il lavoro fatto fino ad ora.
Grazie
Tommaso Fiorenza