Biomeccanica: ad ognuno la sua posizione in sella

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BIOMECCANICA | AD OGNUNO LA SUA POSIZIONE IN SELLA

Il ciclismo, lo sappiamo bene, è uno sport che viene praticato ad ogni età.
Bambini, adolescenti, ragazzi, persone adulte, ma anche molti con qualche anno in più amano praticare questo bellissimo sport.
Come immaginate l’intensità con la quale pratichiamo il nostro sport, le uscite, i percorsi scelti, spesso anche le scelte tecniche, dei materiali, dipendono molto dall’utilizzo e dalla fascia di età a cui appartiene il ciclista e in questo senso anche l’individuazione della corretta postura in sella è qualcosa che inevitabilmente dovrà tener conto di colui che abbiamo di fronte.

Come spesso amo ribadire, per l’individuazione della corretta postura in sella, non dovrà mai essere il soggetto ad adattarsi ad un telaio o ad un assetto, ma dovrà essere sempre il contrario, cioè tutte le scelte dovranno essere ponderate alle variabili fisica, antropometriche e posturali soggettive della persona.

Il tal senso, come immaginate, se un adolescente o un ragazzo molto giovane ha la possibilità di adattarsi o meglio, a tollerare anche posture non perfette durante la pedalata grazie ad una struttura forte, elastica e “tollerante”, una persona più su con l’età, magari over 60, in tal senso, ha molto meno la capacità di tollerare errori, ed in tal caso, diventa fondamentale riuscire a capirne le esigenze fisiche personali durante la pedalata.

Spesso mi trovo di fronte a persone che ad ogni costo vogliono pedalare come quel campione 25enne in Tv: posizione estrema, dislivello sella manubrio importante, sella stretta e filante…

posizione sella ciclismo

Questo è un errore molto comune: se bene spesso, purtroppo anche in tv, si voglia far credere che esista una posizione perfetta in termini assoluti e generalizzabile, essa non esiste.

Esiste piuttosto una postura corretta per ogni soggetto, magari anche meno appagante esteticamente parlando, ma sicuramente più funzionale su base soggettiva e in tal senso la variabile età è qualcosa che spesso influisce e non poco poiché il nostro corpo cambia man mano che gli anni passano

Quando mi trovo di fronte ad un ciclista non più giovanissimo è dunque fondamentale riuscire a ponderare il nostro assetto alle sue esigenze posturali, esigenze che derivano da un fisico che ha subito sollecitazioni, cambiamenti, magari traumi negli anni e che ha bisogno di essere “accompagnato” verso la postura in sella che più lo assecondi.

Possiamo trovarci di fronte ad atleti “master” con un fisico da far invidia ad un 30 enne, come anche a persone che praticano ciclismo 1 o 2 volte la settimana, magari anno qualche kg di troppo, ma ciò nonostante voglio pedalare comodi durante le loro uscite.

Esiste quindi un criterio assoluto per una buona regolazione biomeccanica per un ciclista con qualche anno in più?

In termini assoluti direi di no, ad oggi non esiste un software di calcolo dentro il quale le variabili antropometriche e fisiche vengono in qualche modo correlate ad un teorico indice di “consumo fisico” dell’età del soggetto, tuttavia la differenza sta proprio nel cercare di osservare e capire bene, anche sulla base della storia sportiva, posturale e personale del soggetto, quali siano i propri punti forti e deboli da un punto di vista ergonomico durante la pedalata, così da dedurre quali siano e variazioni da apportare durante l’analisi.

In linea abbastanza generale, ovviamente, un soggetto un po’ su con le età ha sicuramente una minore elasticità muscolare e posturale, spesso qualche acciacco derivante da anni di lavoro, questo spesso ci spinge a scegliere per esso un assetto meno “estremo”: dislivello sella-manubrio più contenuto, distanza sella comandi più corta, sella spesso più morbida e con lo scarico nella zona perianale fino ad arrivare alla scelta di un frame in materiale composito con sterzo più alto e angolo piantone non eccessivo, ruote a profilo basso e magari con copertone di sezione maggiorato.

Questi sono dei semplice consigli da tenere di conto quando si cerca la corretta postura per un ciclista non più giovanissimo, tuttavia, per questa fascia di utente, il mio consiglio, ancora una volta, è quello di cercare di aver un buon feedback da parte del nostro corpo, riuscendo a fornire così al tecnico biomeccanico delle buone informazioni su come reagisce ad una determinata regolazione che, come detto, dovrà essere sempre conseguente alle nostre caratteristiche soggettive e mai e in nessun modo il contrario.

Articolo di Giulio Galleschi | Mental Trainer @AllenatiBene

Allenati Bene Performance Lab per Ciclisti, Triatleti e Podisti in Toscana a Prato, Montecatini Terme e Pescia.

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